Il bello di essere una circa40enne senza grandi
impegni famigliari è la libertà. Libertà di fare un sacco di cose, ma oggi
vorrei riflettere in particolare sulla libertà di movimento. Rispetto ai nostri avi, illustri viaggiatori,
noi ci spostiamo non perché attratti dall’ignoto (su, c’è internet…); né, se
escludiamo alcuni casi, perché in cerca di un’altra vita; la nostra idea di
viaggio si discosta pure da quella romantica di viaggio come fonte di
ispirazione; viviamo nell’era del VILLAGGIOVACANZE, dei
VOLI LOW COST e di tutto alla portata di
un click. Mete così sconosciute non ce ne sono più, e solitamente, chiunque può permettersi un viaggetto
all’anno, ormai. Senza per forza puntare su mete esotiche, località alla
moda, resort costosi, è importante muoversi,
e io sono una grandissima sostenitrice della funzione
edonistico-didattica-rilassante del viaggio – serve a staccare la spina,
scoprire cose nuove, vedere facce che non siano le solite (sì, vabbè, se non vai a formentera), insomma rigenerarsi. Non dico nulla di nuovo, ma
sarebbe troppo semplice e non avrei aperto un post. Ecco.. va bene il viaggio,
ma il mio consiglio a tutti i circa40enni in crisi, o ad un bivio, o in fase
di stallo è di fare almeno un viaggio IN SOLITARIA. Viaggiare da soli assume un
carattere diverso, più profondo, terapeutico e di crescita. Ci porta a capire
meglio chi siamo, a metterci alla prova e superare i nostri limiti. Quando la
mia prima storia importante finì, sono saltata su un aereo diretto in
venezuela, a trovare mio cugino. Un viaggio difficile che mi ha
fatto superare la paura di volare (per forza: avete mai volato con Condor
airlines???). Quando la seconda storia importante finì ( e dai), ho ripreso un aereo e
sono andata da sola a new york, che mi ha accolta nel suo abbraccio di luci,
facce e sesazioni da set cinemanografico. In quell’ occasione capii che riuscivo a
stare da sola, che avevo un tratto di sana incoscienza che mi metteva nei
casini, ma anche la lucidità per superarli. E poi, Bruges, volo e hotel low cost, unica – dico U-NI-CA-
single in una delle città più romantiche d’europa. Scelta genialoide ma
temprante. E ancora, otranto in club med, anima oziosa tra gente festaiola,
toscana, tunisia tra 18enni maniaci della tecno-house... Vedete, io non sono
affatto una solitaria, e proprio x questo è stata dura l'esser
costretta a scegliere tra stare a casa o andare via da sola. Ho scommesso
sulla seconda opzione, e ne sono felice. A volte ci sottovalutiamo, o ci
facciamo bloccare dal timore di affrontare cose nuove, perchè magari siamo
abituati ad avere un partner /un amico/ un gruppo che ci accompagna. Eppure si può iniziare con una cosa facile,
un giro al mare o in montagna che preveda un pernottamento, mica dovete x forza
fare come la sottoscritta, che si è trovata sola a caracas col suo bel faccino a litigare con l’hostess perché facesse spegnere i cellulari ai
passeggeri... e non troviamo la scusa del budget. quando ero in bolletta dura mi sono accontentata di giretti poco cari o
che non prevedessero una maggiorazione enorme per camere singole.
Una volta superato lo scoglio della prima cena
da soli (non vale se siete agenti di commercio o export manager!)
vedrete che è tutto in discesa. Non poter condividere le emozioni con qualcuno
è frustrante, ma ci spinge a parlare a
noi stessi, a chiederci a che punto siamo, a guardare le cose senza dover per
forza darne un’opinione lì per lì... significa darsi una mossa e superare le
timidezze, risolvere gli imprevisti, dover chiedere/ri-chiedere informazioni ,
imparare l’arte dell’invisibilità quando è necessario e della furbizia quando è
utile. E scoprire la bellezza in cose che agli altri magari sfuggono, ma tu sei
con te stesso, e vedi di più, e ti soffermi. Può essere un golden retriever che
aiuta l’anziano padrone a fare giardinaggio, o la città semideserta la mattina
presto, un tuffo in piscina alle 9 quando tutti dormono perché hanno ballato fino all’alba, o un papero che becchetta le briciole al bar invece
del normale piccione. Se vi sorprendete a sorridere e cogliete sguardi
perplessi intorno a voi, ma ve ne sbattete tranquillamente le balle, potete
dire che il viaggio ha funzionato e tornerete a casa con qualcosa… che non è la
solita t-shirt o cappellino- è un pezzettino di VOI STESSI in più.
Una volta superato lo scoglio della prima cena
da soli (non vale se siete agenti di commercio o export manager!)
vedrete che è tutto in discesa. Non poter condividere le emozioni con qualcuno
è frustrante, ma ci spinge a parlare a
noi stessi, a chiederci a che punto siamo, a guardare le cose senza dover per
forza darne un’opinione lì per lì... significa darsi una mossa e superare le
timidezze, risolvere gli imprevisti, dover chiedere/ri-chiedere informazioni ,
imparare l’arte dell’invisibilità quando è necessario e della furbizia quando è
utile. E scoprire la bellezza in cose che agli altri magari sfuggono, ma tu sei
con te stesso, e vedi di più, e ti soffermi. Può essere un golden retriever che
aiuta l’anziano padrone a fare giardinaggio, o la città semideserta la mattina
presto, un tuffo in piscina alle 9 quando tutti dormono perché hanno ballato fino all’alba, o un papero che becchetta le briciole al bar invece
del normale piccione. Se vi sorprendete a sorridere e cogliete sguardi
perplessi intorno a voi, ma ve ne sbattete tranquillamente le balle, potete
dire che il viaggio ha funzionato e tornerete a casa con qualcosa… che non è la
solita t-shirt o cappellino- è un pezzettino di VOI STESSI in più.