lunedì 6 agosto 2012

circa 40: Piccola città, bastardo posto

circa 40: Piccola città, bastardo posto: Modena, 180000 abitanti su una superficie di circa 2700 km². Non sono poi così tanti, e la città non è così grande. Tanto che noi circa4...

Piccola città, bastardo posto


Modena, 180000 abitanti su una superficie di circa 2700 km². Non sono poi così tanti, e la città non è così grande. Tanto che noi circa40enni ci conosciamo un po’ tutti, direttamente o indirettamente, e i famosi 5 gradi di separazione qui da noi si riducono ad uno-uno e mezzo. La cosa può risultare poco simpatica quando:
-        - Sei in vena di gossip e parli a ruota libera di quel cocainomane fallito testa di minchia del collega di una tua amica e qualcuno se ne  esce con ‘è mio cugino’.
-         Entri in un locale ed incontri almeno 4 tuoi ex, almeno uno dei quali ancora ti guarda in cagnesco (e tu non ricordi bene perché);
-         Entri nello stesso locale ed almeno 4 donne ti guardano in cagnesco (e tu ignori ma in fondo ne sospetti il perché);
-        Vai a mangiare una pizza con un amico e il giorno successivo in 5 ti chiamano x chiedere se hai ‘messo su’ un nuovo moroso;
-          Vai a mangiare la pizza con un amico e il giorno successivo in 5 lo chiamano x sapere se finalmente si sta scopando una che non assomigli ad una tinca;
-          Ci sono solitamente 3 posti che vanno di moda, nei quali ritrovi sempre le stesse 50–60 persone;
-          Delle 50-60 persone, togliendo ex frequentazioni, gente che ti sta sulle palle, amici, amiche, gente che trovi attraente come un vitel tonné e deficienti vari, ne resta di norma uno papabile che però è sposato;
-          Esci con le tue amiche e in 3 avete la stessa giacca, la stessa t-shirt, le stesse scarpe;
-          Per non sembrare strano, x anni ti forzi a fare le ferie a Milano Marittima insieme ai 50-60 modenesi che già conosci;
-          La tua privacy vale quanto quella di Belen con la differenza che non c’è Alfonso Signorini a pagarti x tale violazione;
-          Da adolescente, se fai una minchiata stai pur certo che dietro un cespuglio c’è la vicina o la zia pronte a sputtanarti coi tuoi;
I lati positivi? Ce ne sono, dai:
-          Il tuo migliore amico/a è anche il tuo assicuratore/ dentista/ cardiologo/ dermatologo/ avvocato/ elettricista…
-          Se esci da solo/a puoi sempre sapere che incontrerai qualcuno con cui fare due chiacchiere e bere qualcosa;
-          In cinque minuti puoi correre in soccorso di chi è in difficoltà;
-          Se vuoi artificiosamente diffondere una notizia, basta dirla a qualcuno che tu ben sai con la raccomandazione di tenerla x sé;
-          Conosci tanti baristi / commesse e puoi sempre contare su uno sconticino;
-          Qualsiasi altra città ti sembra meno provinciale, anche, che so, La Spezia;
-          Per necessità di facce nuove decidi a circa40anni di dire basta a Milano Marittima, vai, che so, a La Spezia e lì incontri l’uomo della tua vita.


mercoledì 18 luglio 2012

L'Adulatore Farlocco


Aaaah, in questo post voglio togliermi un sassolino dalla scarpa… che essendo tacco 12, i sassolini proprio non li vuole. Parlerò quindi di una tipologia maschile a me particolarmente invisa. Fortunatamente non così diffusa, credo, ma nemmeno poi tanto rara, perché a me ne sono capitati diversi, nel corso degli anni, di ometti fatti così. Sembrano abbondare sui social networks. Gli Adulatori Farlocchi ti avvicinano con fare galante e battuta arguta. Colgono con rara sensibilità (o astutezza?) i tuoi pregi e sanno essere complimentosi e gentili. Sembrano interessati a lati di te che vanno oltre la triade (tette culo bocca) e fanno osservazioni pertinenti. Se avete incontrato un uomo così, ve ne siete innamorate e nel tempo non è cambiato, non è certo un Adulatore Farlocco, ma un Colpo di Culo e guai a voi se ve lo faceste sfuggire. Se invece non ve ne importa un fico secco dei suoi complimenti, nel senso che sì, un po’ stuzzicano la vostra vanità, ma non è certo questo ciò che può farvi capitolare… succede no? Beh, allora si palesa la Farloccaggine del tipo, che si rivela per quello che è : un meschino criticone. Forse il rifiuto fa uscire la parte peggiore di lui, forse è un misogino in false vesti, forse la mamma l’ha cresciuto col caffè a letto ogni mattina… ma certamente è un insicuro stratosferico incapace di gestire la mancata messa in rete. Viscidamente, mentre vi adulava, in realtà studiava anche le vostre debolezze, e come la fantomatica volpe con l’uva, è pronto a colpirvi lì. Allora inizia facendovi notare i vostri difettucci, poi vi provoca rigirando a vostro sfavore le cose che incautamente gli avete detto di voi, infine va ad insinuare dubbi su quello che siete, o sui vostri amici, o su ciò che vi sta a cuore. La prima volta c’ero rimasta male, incazzandomi e cercando di controbattere colpo su colpo. Ma davanti ad un reiterarsi dei comportamenti in vari soggetti, è scattata la curiosità sociologica e comportamentale . Ho ad esempio ipotizzato che, non ottenendo nulla con le lusinghe, pensino di ottenere qualcosa con le critiche. Pensiero elementare e errato. Come dire: se non ti piace la carne allora di sicuro ti piace il pesce. Inoltre ho notato che quando vi arrabbiate, 90 volte su 100 gli AF fanno gli gnorri ‘ma cooome? Ti sei offeeeesa? Ma io scherzaaaaavo!’ e poi l’affondo: ‘sei una di quelle permalose a cui non si può dire niente eh?’ risposte possibili: A. ma chi ti conosce B. se credi che criticando una donna ne ottieni l’interesse , puoi morire di pugnette C. sì, sono una di quelle insopportabili acide permalose frigide represse limitate provinciali puttane bigotte superficiali paranoiche che ti piacciono tanto. Insomma, un ossimoro vivente. Mentre lui penserà come poter colpirvi sull’ “ossimoro”, voi approfittatene per girare i tacchi (12) e con permalosissima indifferenza, lasciarlo lì.

mercoledì 11 luglio 2012

cica40...rughette in più?

secondo me una delle conquiste più belle per noi donne sarebbe quella di accettare il trascorrere del tempo con leggerezza e fatalismo gioioso. ad oggi sembra una sfida impossibile, bombardate come siamo da messaggi che vanno in direzione opposta, inneggianti alla bellezza giovane e fresca, al botox e alla chirurgia estetica. i risultati si vedono - sembrano tutte cernie tettute e zigomute, compici certi chirughi compiacenti, e ahimè mica appaiono più giovani, solo un po' caricaturali.
è che a circa40anni è dura non incupirsi davanti allo specchio quando si è reduci da una nottata insonne o una serata brava. io la capisco la strega di biancaneve. Oddio, un po' eccessivina nelle sue reazioni se volete, ma come non simpatizzare? anche perchè, si sa: il maschio continua ad avere la vita più facile anche in questo. l'uomo 'brizzolato' è ormai fashion, la donna 'brizzolata'... non esiste, nel senso che il termine non si declina al femminile, di fatto c'ha solo una sciatta ricrescita. l'uomo con qualche ruga fa tanto 'vissuto' , se la spassa in pubblicità machiste stile amaro Montenegro, la donna con qualche ruga è solo più vecchia e al massimo la vedi negli spot Tena lady tutta contenta di aver trovato un pannolone x l'incontinenza. è anche vero, a detta di chi c'è passato, che la calvizie rappresenta per il genere maschile un trauma dell'età che avanza al quale ci si abitua con fatica. ma una volta presa la decisione definitiva (rasatura totale), eccoli lì, novelli Bruce Willis, che si riscoprono addirittura più fascinosi! è un'ingiustizia o no?
eppure, pensateci: crediamo davvero che sia una ruga in più o qualche chilo in eccesso a renderci meno attraenti? scaravoltiamo la prospettiva: pensiamo all'amato. cos'è che ha fatto sì che ci innamorassimo di lui? certo, forse i suoi occhi. ma gli occhi sono un mondo, sono il modo di guardare, sono l'espressività di un volto, sono il contatto con l'anima. forse la sua bocca, ma la bocca è anche sorriso, bacio, smorfie. il suo fisico? sicure che invece non ci piacesse un modo di camminare, o un odore della pelle, o il modo di aspirare fumo dalla sigaretta? insomma, penso che tutti, uomini e donne, siamo attratti da altro, da ciò di intangibile e misterioso che compone l'essere umano. la voce, l'inflessione, il profumo, la risata, il sense of humor, la curiosità... e tutte queste cose non invecchiano, anzi, ci rendono eternamente giovani. immaginate se, invece delle rughe, con l'età vi venisse una voce da Paperino. che rimaneste magre, ma non riusciste più a ridere se non facendo versi da merlo indiano. o che, pur avendo tette ancora ok, vi venisse una esse sibilante tipo Sir Bis. o che improvvisamente vi prendesse una voglia sfrenata di vestirvi solo di leopardato fucsia. o vi risultasse naturale parlare con un accento da badante moldava.  al limite, dovendo proprio scegliere, io preferisco le rughe intorno agli occhi che tradiscono una predisposizione al sorriso, piuttosto che quelle ai lati della bocca da musona stile Droopy. spero tanto di accettare il passare del tempo, di vivere bene ciò che ogni fase della vita riserva, di diventare saggiamente rimbambita e amorevolmente fatalista, con un uomo che tra 30 anni dirà ancora: "Sì, a circa40anni era bella, e per me è ancora quella là!"

martedì 26 giugno 2012

Supermamme e...


X lavoro, mi trovo ad avere a che fare con molte mamme. Tante di loro sono meravigliose, vitali, nevrotiche, fallibili, insomma umane. Ho anche diverse care amiche divenute mamme, e non le ho trovate cambiate se non in meglio. Queste sono le Supermamme. Ammiro il loro arrabattarsi tra centomila impegni, propri, dei figli e dei compagni/mariti, il loro supplire alle carenze e assenze di questi ultimi, il riuscire a conciliare l’accudimento dei bimbi (e del bambinone cresciuto che si sono trovate in casa) con il lavoro o le amicizie. se mai sarò mamma vorrei tanto essere così. Eppure c'è una categoria che io PROPRIO NON SOPPORTO e sono quelle mamme che si credono Madri Superiori, esseri più avanti nella scala evolutiva in quanto genitrici di un'altra creatura, piene di antipatia per le single e di  compatimento verso quelle donne che figli non ne hanno. In 11 anni ne ho incontrate, purtroppo, a decine e decine. Se in dolce attesa, le riconosci già, perchè non fanno altro che accarezzarsi il pancione. Ne sono talmente orgogliose che, se potessero, porterebbero una protesi anche dopo il parto. Incinte di 7 mesi vanno a visitare le future scuole medie del figlio o figlia. Ti chiedono quali istituti superiori siano da raccomandarsi per un accesso ad un'università prestigiosa all'estero  (e tu pensi: spero che tuo figlio diventi un punkabbestia puzzolente che viaggia l'europa con 8 cani e un cilum). Una volta divenute mamme, le Madri Superiori sono di 2 macro-categorie: quelle high-class, con tata e colf, che spesso non lavorano e quindi hanno un sacco di tempo libero x fare shopping, organizzare feste ai piccoli e fondamentalmente tediare il prossimo con richieste che sfiorano l’assurdo; impeccabili, e grazie tanto, non fanno molta fatica, la fanno fare agli altri. Secondo gruppo: quelle integraliste, trascurate, un po' sciattine, che vivono in funzione solo del bambino - non parlano che di pannolini pappe giochi educativi asilo catechismo scuola doposcuola attività ludico creative approcci pscicopedagogici pediatria olistica corsi logopropedeutici. Le trovi nelle letture animate, a bambinopoli, al truccabimbi, al parco giochi, al mondo bimbo, al children's tour, alle giostre gonfiabili. La loro vita ruota attorno ai diecimila impegni che devono escogitare x i loro poveri figli (da adulti, per reazione, emigreranno a Zurigo e vorranno morire d'inedia). Ti guardano sempre come se il tuo tempo valesse molto, molto meno del loro. Come se la tua visione della vita fosse limitata, in quanto tu, essere pusillanime senza figli, non puoi minimamente capire come funziona e non dai alcun contributo alla società, occupando anzi con la tua auto da single e il tuo culo da single posti che potrebbero essere riservati alle Mamme Superiori e relativi figli (meglio se + di uno).  I tuoi wine bar?  Dovrebbero essere soppiantantati da mega ristoranti con baby parking, giochi e menu bimbo, le tue boutiques da Chicco stores, i tuoi amati Prosecco e stuzzichini da succhi di frutta e happy meals... la convivenza tra noi e loro pare essere (a loro avviso) impossibile, perchè togliamo spazio e risorse alle loro creature, ah, e fondamentalmente abbiamo la sfacciataggine di godercela un sacco in minchiate e passatempi futili e improduttivi. Dimenticavo: facciamo sesso in tutte le sue gioiose declinazioni.  Cosa a cui le Madri Superiori hanno  deciso di dedicare il tempo strettamente necessario ad ampliare il parco bimbi. Ragion per cui il Marito della Madre Superiore… indovinate?? Spesso si rivolge alle povere, inutili, single per fare sesso, (!!),  o parlare finalmente di altro che non sia il valore educativo dei Teletubbies. L’alternativa? Chiamare SOS Tata. Per far rinsavire la moglie.

lunedì 11 giugno 2012

Sempre Messaggi Scritti


Vivere nell'era degli sms ha i suoi rischi. Nel manuale d'uso non c'è la sezione 'etica dell'sms' o 'galateo' o semplicemente 'controindicazioni'. Quindi si è autodidatti e presto si capisce che questo mezzo di comunicazione, se non usato con estrema cautela, cela tranelli, malintesi, cadute rovinose...  Quando non si è troppo convinti, infatti, può bastare un accento messo male o una scrittura un po' zoppicante a far scendere bruscamente il pallottoliere del gradimento. L’altro rischio è quello del lapsus - ad esempio, vuoi mandare un sms ad un'amica in cui sparli /parli di qualcun altro e finisci x inviarlo proprio a costui/costei, con conseguenze tragiche - patetico tentativo di arrampicata sugli specchi - di solito conclusione dei rapporti. Di contro, questo 'lapsus' taluni sembrano utilizzarlo di proposito, ma se ti accorgi del trucco (ti arriva un sms dove si parla di te a qualcun altro) e smascheri il mittente, il cui intento reale è quello di stuzzicare la tua curiosità ... di nuovo il pallottoliere si abbassa. Con un certo senso di vergogna ammetto però che la cosa peggiore, suicida, idiota, pericolosissima è l'sms alcolico. E non ci credo se dite che non l'avete mai inviato. Io avevo un cellulare scemo che non mi conservava gli sms inviati a meno che io non mi ricordassi di salvarli. E quando sei fuori come un ponte levatoio, fai fatica ad usare il T9, figurati a salvare un sms. risultato, la mattina dopo quando mi ripigliavo trovavo risposte a domande da me formulate, evidentemente, o reazioni furibonde a mie affermazioni terribili, peccato che io ne ignorassi del tutto il contenuto e i toni. in quel periodo, non volendo rinunciare alle serate a base di gin lemon, ho cambiato cellulare e mai decisione si rivelò più saggia (perché rinunciare al gin lemon allora non lo sarebbe stata). se non altro potevo replicare in modo meno inconsulto - pur non potendo evitare l'inevitabile. L’unica sarebbe stata la confisca.  Infine direi che l'altro 'effetto collaterale' degli sms, che però in questo caso BENVENGA, è quello di svelare un po' di + chi c'è dall'altra parte. Ci sono quelli che non ti chiamano nemmeno se c'è una crisi mondiale in atto, preferendo l'invio di mesaggini a ripetizione - credo che potrebbero andare avanti ad libitum ma io non ho mai avuto la pazienza di vedere fino a che punto - diciamo che duro fino a 5-6 sms poi mi rompo le palle e chiamo di persona - la cosa di solito si chiude lì, lavoro semplice e pulito. Oppure quelli laconici- rispondono con un sì o un no, manco il grazie ci mettono, e se li conosci poco, pensi 'mazza che cafone'. In realtà è spesso idiosincrasia da sms e direi che posso capirli. Infine, quanti di noi hanno visto il solito pallottoliere virtuale azzerarsi - financo autodistruggersi! - davanti alla risposta ad un nostro sms arguto, intelligente, ironico... sai quando ti aspetti una risposta arguta, intelligente, ironica... e invece, inesorabile, ti giunge a mo' di secchiata di azoto liquido un: 'CIOE'???"

lunedì 4 giugno 2012

4 giugno 2012


Oggi, giornata di lutto nazionale. Per ricordare le vittime del terremoto, per ricordare che interi paesi non esistono più, per ricordare che migliaia sono senza casa e per ricordarci che siamo in precario equilibrio su alcune placche tettoniche e sotto un po’ di cemento. Ieri sera ero tornata a casa dopo giorni trascorsi dai miei e il bellissimo weekend a Spezia dal moroso. Non avevo risistemato i miei oggetti sulle mensole, un po’ per scaramanzia, non so. Ero tranquilla a letto con un buon libro e c’è stata una lunga, forte scossa. Scesa in strada in tshirt, con gli altri condomini smarriti e spaventati. Maledetta a me che ho voluto l’appartamento all’ultimo piano, mi sono detta. Ormai siamo esasperati e non riesco a smettere di pensare a tutti quelli che vivono in tenda, in camper, in auto e non possono tornare a casa loro, perché la casa non c’è più o perché non sanno se e quanto reggerà. Ce la faremo, ci ripetiamo tutti, siamo forti, siamo combattivi. È vero. Ma mai ci era capitato qualcosa di simile. Ce la faremo? Mi chiedo io. Sì, dobbiamo, lo dobbiamo alla nostra terra che abbiamo trascurato e violentato, e che per anni ci ha tuttavia ripagato con coltivazioni ricche, eccellenze industriali, prodotti DOC. Poi qualcosa si è rotto. Non so se credere alla teoria delle perforazioni, dell’estrazione di gas metano, non lo so ma mi documenterò. Perché stento a credere nelle coincidenze. La terra sembra essersi ribellata tutto d’un colpo.
Però è bello vedere come ora tutti siano mobilitati verso un obiettivo comune, aiutare chi non ha più nulla, ricostruire, dare una mano. È bello capire che non siamo solo un popolo di consumatori goderecci ma quando serve abbiamo cuore,  braccia e  fegato. È bello sentire l’abbraccio di chi è lontano e ti chiama per sapere come stai. L’eccellenza del nostro territorio non sta solo nel balsamico, nel Parmigiano, nel biomedicale… sta nella forza d’animo che c’è, nell’altruismo vero e pragmatico che sfrutta le forze di volontariato così numerose qui da noi, che sfrutta i social network per dare notizie precise -‘ecco cosa serve: (seguono elenchi dettagliati) – portateli a: (seguono indirizzi e numeri telefonici) ‘ e che inventa concerti, grigliate, eventi a scopo benefico perché si sa, un emiliano vero sa che una volta asciugate le lacrime, si ha bisogno di un po’ di musica, di lambrusco e di gnocco fritto per rimboccarsi le maniche e ripartire. Noi siamo così, ‘barcolliamo ma non molliamo’, e se qualche politico di Roma o qualche mafioso non ci mangerà schifosamente su, noi ricostruiremo e ci rialzeremo.